I rifiuti scaricati nelle fosse sono lavorati con la benna (omogeneizzazione) e poi introdotti nelle tramogge dei forni. Da qui scendono per gravità nel canale di carico, formando così una chiusura tra la zona di combustione e l'ambiente esterno.
Il dosaggio della quantità di rifiuto sulle griglie di combustione é assicurato da uno spintore dosatore d'alimentazione, comandato in automatico.
Il tipo di forno utilizzato in impianto è il forno a griglia mobile per entrambe le linee presenti.
La griglia costituisce la "suola" della camera di combustione, ed è formata da una serie di "gradini", a file alternate fisse e mobili, inclinate di circa 10° dall'alimentatore verso lo scarico scorie.
Il rifiuto spinto dall'alimentatore entra nelle camere di combustione; le griglie mobili, con il loro lento movimento alternativo, fanno avanzare il letto del rifiuto in combustione per il completamento del processo.
L'aria primaria, preriscaldata, viene immessa sotto la griglia attraverso opportune fessure dei barrotti ed ha la duplice funzione di essiccare il rifiuto e fornire il comburente per la combustione.
L'aria soffiata sotto la griglia produce una vivace combustione con una fiamma di notevole altezza. La temperatura nella camera di combustione si mantiene attorno ai 1.000 – 1.100°C.
Il completamento dell'ossidazione dei prodotti di gassificazione e pirolisi presenti nella fase gassosa avviene nella zona immediatamente superiore alla griglia stessa, attraverso l'immissione di aria secondaria.
I fumi prodotti dalla combustione devono per legge rimanere per almeno 2 secondi ad una temperatura superiore a 850°C. La temperatura dei fumi nella zona di post-combustione (così si definisce la parte del forno in cui si effettua il monitoraggio) è controllata in continuo da opportuni sensori, che in caso di necessità comandano l'accensione dei bruciatori ausiliari.

