Qualità e sicurezza
L'acqua distribuita da ACSM a confronto con le acque minerali


Le aspettative della collettività nei confronti della qualità e della salubrità dell'acqua sono diventate un tema di grande rilevanza. A questa domanda ACSM intende rispondere aumentando ulteriormente il controllo sull'acqua distribuita e mettendo a disposizione degli utenti informazioni sempre più dettagliate relativamente a tali controlli. Tali aspettative hanno determinato, tra le altre cose, un crescente consumo dell'acqua minerale; questo fatto ci spinge ad una serie di considerazioni. In primo luogo ci preme sottolineare quanto le campagne pubblicitarie abbiamo negli anni modificato le abitudini e le opinioni della gente, tanto che attualmente gli Italiani sono i maggiori consumatori mondiali di acqua minerale.
 
Ma questo non significa che l'acqua potabile distribuita da ACSM e dalle altre società che si occupano della gestione degli acquedotti non sia altrettanto, se non maggiormente, "buona" e sicura dell'acqua minerale. Basti pensare che il quadro normativo relativo ai parametri chimici e batteriologici che devono essere rispettati dall'acqua che sgorga dai nostri rubinetti (D. Lgs. 31/2001 e successive modifiche ed integrazioni) è molto più severo di quello relativo alle acque minerali. In effetti la normativa vigente in materia di acque minerali prevede che sia effettuata con frequenza annuale un'analisi chimico-fisica ed una microbiologica. Ben diverso è il controllo messo in atto da ACSM per garantire agli utenti la salubrità dell'acqua distribuita: vengono eseguiti con frequenza settimanale una serie di prelievi e di analisi chimico fisiche e microbiologiche sugli impianti di trattamento e presso alcuni punti reti significativi delle differenti reti di distribuzione di cui si compone l'acquedotto di Como.
 
Un dato su tutti: nel corso di un anno sono stati effettuati dal personale del Laboratorio aziendale 13.218 analisi chimiche e 2.891 analisi batteriologiche sull'acqua distribuita a Como. Altrettanto importante è sottolineare che, per alcune sostanze chimiche indesiderate, sono previsti dalle normative vigenti limiti massimi ammissibili molto più restrittivi per l'acqua potabile rispetto a quanto previsto per l'acqua minerale. Di seguito sono riportate le differenze più significative:
 
Sostanza chimica indesiderata Unità di misura Acque potabili
(D. Lgs. 31/2001)
Acque minerali
(DM Salute 29 dicembre 2003)
Boro (come B) µg/L 1,0 5,0
Antiparassitari (singolo composto) µg/L 0,1 0,5
Manganese µg/L 50 500
Fluoruro mg/L 1,5 5,0



Per fugare ogni dubbio a proposito della qualità dell'acqua potabile erogata da ACSM, proponiamo di seguito un confronto dei valori medi dell'acqua che fuoriesce dai rubinetti dei cittadini di Como e di alcune marche di acqua minerale distribuite nella nostra zona (S. Anna, S. Antonio, Panna, Chiarella, Paraviso, Uliveto, Ferrarelle):
 

Parametri Acquedotto di Como Acque minerali
Concentrazione ioni idrogeno (unità pH) 8,19 5,8 - 7,8
Conducibilità elettrica a 20 °C ( S/cm) 183,75 65 - 1.740
Residuo fisso a 180 °C (mg/l) 108,25 39 - 1.270
Durezza (gradi francesi °F) 8,32 3,2 - non disponibile (*)
Calcio (mg/l) 25,82 12 - 362
Magnesio (mg/l) 5,57 5,4 - 33,5
Sodio (mg/l) 7,61 1,1 - 89,2
Potassio (mg/l) 1,46 0,2 - 43
Solfato (mg/l) 22,22 1,6 - 120,3
Cloruri (mg/l) 3,47 1 - 92,2
Nitrati(mg/l) 4,16 4,4- 13,3


(*) Valore non indicato in molte etichette.
I valori relativi all'acquedotto di Como si riferiscono alla media delle analisi effettuate nel corso del periodo 2001 - 2005 sull'acqua in uscita dall'impianto di potabilizzazione Baradello (che rappresenta circa il 90% dell'acqua distribuita a Como).

Significato di alcuni parametri relativi all'acqua destinata al consumo umano e all'acqua minerale

 

 

  • Conducibilità e residuo fisso: sono in stretta relazione con il contenuto di sali disciolti e assumono valori caratteristici per ogni tipo di acqua (di falda, sorgiva o superficiale); un loro aumento improvviso può avere significato di inquinamento.
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  • Durezza: è un valore importante per gli effetti determinati sugli impianti (valori elevati sono sinonimo di acque incrostanti, mentre valori bassi sono tipici di "acque corrosive"). Dal punto di vista igienico vale la pena sottolineare come la credenza che l'acqua calcarea (dura) porti alla formazione di calcoli nell'organismo umano non sia dotata di alcun fondamento scientifico.
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  • Nitrati: rappresentano la fase di massima ossidazione dei composti azotati; risultano solitamente più elevati in zone ad intensa attività agricola. La tossicità dei nitrati è legata alla loro riduzione a nitriti e alla conseguente formazione di nitrosammine (composti cancerogeni). Solo nei neonati l'acqua può rappresentare la principale fonte di assunzione di nitrati (latte in polvere).
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  • Sodio: le quantità di sodio che possono essere assunte attraverso l'acqua non hanno un significato dal punto di vista sanitario. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stabilisce il valore di 200 mg/l come la soglia oltre la quale risultano alterate le caratteristiche organolettiche dell'acqua (sapore).
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  • Ferro: non è un indice di inquinamento, la sua presenza però può impartire un sapore sgradevole all'acqua.


    Informazione al cliente
    Settore Qualità e reclami
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    Emissioni 2009

     
    Parametro Limite Media
    SO2 50 44
    NO2T 200 34.4
    CO 50 53
    HCI 50 81
    COT 50 34.4
    POLIMERI 30 12
    HF 70 60
    NH3 40 32